
Rocco Busceti, harleysta torinese
Camminando per le strade torinesi può capitarvi di sentire il suono di un autobus in zone dove di solito non passano. Non preoccupatevi allora: potrebbe essere lui. Rocco Busceti, 35 anni, camionista per lavoro, harleysta tutto il resto del tempo. Quel clacson è la voce inconfondibile della sua Electra Glide nera, sempre tirata a lucido e in più dotata di un impianto stereo che manda alte schitarrate rock al suo passaggio.
Quanto tempo è che vai in moto?
Si può dire da sempre. Prima ne avevo una da cross. Poi c’è stato il primo custom, e adesso questa. La moto è la mia passione ma anche la mia rovina: mi costa un sacco di soldi ogni mese, la modifico spesso».
Soldi ben spesi?
Sì, senza dubbio. Andare in moto è fantastico. Io non riesco a pensare ad altro. Appena scendo dal camion, faccio un giro di telefonate per vedere chi è libero. Poi metto il chiodo, gli stivali e accendo il motore. Vivo a Frossasco, da lì in mezz’ora sono in centro.
Quando vi vedono, come reagiscono i torinesi?
Benissimo. Siamo tutti molto goliardici e chiassosi. Soprattutto molto folcloristici, con tutti i nostri tatuaggi, le strane acconciature delle moto. La gente simpatizza con noi in modo naturale. In più, un certo effetto lo provochiamo anche sulle donne».
Spiegati meglio.
«Io sono un timido, diciamo che l’approccio non è il mio forte. La moto le incuriosisce, le affascina. E spesso sono loro a fare il primo passo. Così diventa tutto più semplice».
Adesso salta fuori che vai in moto per conquistare le donne.
«No, non è questo il motivo. Quello è semplicemente un piacevole valore aggiunto. Io ci vado perché in sella mi sento libero, spensierato. E’ il mio modo per scaricare tutte le tensioni, lavorative e non. E poi mi diverto insieme a tutti gli altri ragazzi. Facciamo tanto casino, sempre senza eccedere però».
Pietro Bellantoni
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