“Carlito’s way”, il destino appartiene al passato

I panni del gangster Al Pacino li ha tatuati addosso, tanti sono i film sul genere che ha interpretato. Indimenticabili i suoi personaggi nella trilogia de “Il Padrino” di Francis Ford Coppola e Scarface, di Brian de Palma. “Carlito’s way” nasce proprio da quest’ultimo sodalizio, con una variante sul tema: il criminale cercherà di redimersi, fallendo l’obiettivo.

Carlito Brigante (Pacino), dopo un passato dedicato a diventare leader nel narcotraffico di New York, è condannato a 30 anni di reclusione, poi commutati in 5 grazie all’abilità del suo avvocato, David Kleinfeld (Sean Penn). Il film inizia proprio dal rilascio di Carlito, determinato infine a cambiar vita e deciso a lasciare al più presto New York, dopo aver raccolto i soldi necessari. Ma il mondo là fuori è sempre lo stesso; gli amici di un tempo e i vecchi quartieri non sono cambiati.

Pian piano e contro la sua volontà, il protagonista si troverà invischiato nelle solite storie di malavita, trascinato anche dai suoi antichi istinti da criminale. Ad aggravare la situazione sarà l’amico/salvatore Kleinfeld, l’avvocato cocainomane verso il quale l’ex trafficante si sente in debito, che lo coinvolgerà nell’omicidio di un boss siciliano. Il tutto mentre sullo sfondo Carlito rivive la storia con il suo grande amore ritrovato, Gail (Penelope Ann Miller), abbandonata prima della prigione, con cui sogna di fuggire e rifarsi una vita. Fino all’ultimo il sogno sarà sul punto di realizzarsi: ma il destino, anche se in ritardo, dimostrerà sempre l’implacabilità della sua natura.

Pietro Bellantoni

Pensieri: La speranza ingenua 

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Una risposta a ““Carlito’s way”, il destino appartiene al passato

  1. Se non sbaglio, Pietro, anche “il Padrino, parte III”, sempre con Al Pacino protagonista, inscena una sorta di tentativo di “redenzione” o, comunque, di “messa a riposo” dalle attività criminali miseramente fallito. In quest’ultima pellicola possiamo assistere all’esordio, nel ruolo di attrice, di Sofia Coppola, figlia di Francis Ford. Da questa esperienza, Sofia trarrà la conclusione che la recitazione non fa esattamente per lei ed inizierà a diventare quella regista più che promettente che conosciamo.
    Ma per tornare al filo conduttore di “Carlito” e “Padrino 3” si potrebbero trarre, con un pizzico di ironia, due morali. La prima, così riassumibile: “Ragazzi, state alla larga dalla tentazione di far soldi facilmente violando la legge, perché finireste per farvi molto male e difficilmente trovereste una via d’uscita”. La seconda: “Cari criminali, continuate pure a delinquere. Tanto, la strada che avete intrapreso è senza ritorno!”.

    Giovanni Panuccio

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