Benzina, via ai primi ribassi

Claudio Scajola, ministro per lo Sviluppo Economico

Claudio Scajola, ministro per lo Sviluppo Economico

Qualcosa si muove. Il prezzo del petrolio è in caduta libera e anche quelli dei carburanti si stanno modulando al ribasso. Agip ha deciso di tagliare di 1,5 centesimi il prezzo del gasolio, portandolo a 1,464 euro al litro (è il settimo ritocco al ribasso del cane a sei zampe dal 17 luglio), e anche le altre compagnie stanno seguendo questa tendenza.

La quota alla quale per ora si attestano i prezzi rimane attorno a 1,48 euro al litro per entrambi i carburanti, ma con scarti diversi tra gasolio e benzina. Il ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola, prova a lanciare risultati rassicuranti alla luce dei risultati del monitoraggio condotto dall’Osservatorio prezzi del Ministero e dal Garante per la sorveglianza dei prezzi, Antonio Lirosi. «Allo stato attuale – ha detto il ministro – esistono i margini per una ulteriore riduzione, compresa tra 0,8 e 1,8 centesimi al litro, del prezzo dei carburanti. Entro venerdì, con i dati europei alla mano, verificheremo se la situazione sarà migliorata».

Scajola ha anche invitato le compagnie petrolifere a utilizzare maggiormente promozioni e sconti per andare incontro alle difficoltà delle famiglie. Ma questa revisione dei prezzi non convince le associazioni dei consumatori che ritengono troppo infimi e troppo lenti gli «sconti» operati dalle compagnie.

Dopo la sollecitazione al governo a convocare le compagnie petrolifere per mettere un freno a quella che secondo loro è una speculazione ai danni dei consumatori , ieri sono ritornate all’attacco. Sul banco degli imputati c’è la «doppia velocità» dei carburanti, il cui prezzo sale immediatamente quando s’impenna il barile, ma registra impercettibili diminuzioni quando il petrolio subisce forti deprezzamenti.

Ieri il greggio ha chiuso a 118,58 dollari anche grazie all’inaspettato aumento delle scorte Usa, salite a 296,9 milioni di barili, con un rialzo di 1,61 milioni. Un motivo in più che dà forza alle proteste delle associazioni. Il petrolio è diminuito del 18,2% dall’11 luglio, mentre il prezzo dei carburanti «Appena del 4,2%», rileva il Codacons, che accusa: «Si tratta di una palese ingiustizia a danno dei consumatori».

Da qui la decisione di studiare «Una megaclass action cui potranno aderire la totalità degli automobilisti italiani contro le compagnie petrolifere, finalizzata a ottenere la restituzione delle somme pagate in più a causa di questa doppia velocità». Insomma, le intenzioni sono bellicose. «Il prezzo della benzina sale dopo appena due giorni dalla variazione della quotazione del greggio e scende solo dopo 20 giorni» denuncia Vittorio Carlomagno, presidente di Contribuenti.it. «Bisogna che il prezzo dei carburanti scenda almeno del 18%. Se entro sabato 9 agosto i prezzi non caleranno saremo costretti a rivolgerci alla Procura della Repubblica». E c’è chi invoca l’intervento del Garante, come Giuseppe Bortolussi, della Cgia: «Intervenga subito Mister Prezzi. Questa situazione non è più accettabile».

Pietro Bellantoni
7 agosto 2008
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