A beautiful Mike – Fenomenologia di un successo

mikefoto26Umberto Eco contro Mike Bongiorno. Il carnefice geniale all’attacco della vittima inerme. E’ il 1963 quando il futuro scrittore de Il nome della rosa pubblica Diario minimo, una raccolta di scritti brevi destinata a fare epoca e ad innescare un fervido e avvincente dibattito culturale. Uno dei saggi, su tutti, scatenò la reazione trasversale di opinionisti, teste d’uovo, esponenti del jet set. La Fenomenologia di Mike Bongiorno.

L’oggetto era la televisione ancora bambina, i suoi effetti sul pubblico, i suoi contenuti, i suoi protagonisti. Il paradigma fu Mike. Assunto come simbolo ed emblema della mediocrità che piace al pubblico. Perchè in essa può specchiarsi e pensare inconsciamente di poterla superare.

Umberto Eco

Umberto Eco

“Il caso più vistoso di riduzione del superman all’everyman lo abbiamo in Italia nella figura di Mike Bongiorno e nella storia della sua fortuna. […] quest’uomo deve il suo successo al fatto che in ogni atto e in ogni parola del personaggio cui dà vita davanti alle telecamere traspare una mediocrità assoluta.

[…] Mike Bongiorno non si vergogna di essere ignorante e non prova il bisogno di istruirsi. […] In compenso Mike Bongiorno dimostra sincera e primitiva ammirazione per colui che sa. […] professa una stima e una fiducia illimitata verso l’esperto. […] Mike Bongiorno parla un basic italian. Il suo discorso realizza il massimo di semplicità. Abolisce i congiuntivi, le proposizioni subordinate, riesce quasi a rendere invisibile la dimensione sintassi. Evita i pronomi, ripetendo sempre per esteso il soggetto, impiega un numero stragrande di punti fermi.

[…] Non è necessario fare alcuno sforzo per capirlo. Qualsiasi spettatore avverte che, all’occasione, egli potrebbe essere più fecondo di lui. […] Mike Bongiorno è privo del senso dell’umorismo. Ride perché è contento della realtà, non perché sia capace di deformare la realtà. Gli sfugge la natura del paradosso […] Egli rappresenta un ideale che nessuno deve sforzarsi di raggiungere perché chiunque si trova già al suo livello. Nessuna religione è mai stata così indulgente coi suoi fedeli. In lui si annulla la tensione tra essere e dover essere. Egli dice ai suoi adoratori: voi siete Dio, restate immoti”.

Ecco, a 45 anni di distanza, il giudizio di Mike sulla Fenomenologia e sul suo autore.   

 

Pietro Bellantoni

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