“Punteremo tutto sulle rinnovabili”

Luca Gonzo

Luca Gonzo

Globe Town non ha un solo padre. Il masterplan del nuovo insediamento urbano russo è anche espressione della capacità di innovazione e della creatività di Luca Gonzo, architetto 49enne da poco diventato socio dello studio di Dante Benini dopo dieci anni di lavoro al suo fianco. Con il suo maestro, oggi Gonzo condivide il merito di aver progettato una città all’avanguardia, perfettamente ecocompatibile grazie allo sfruttamento delle energie naturali presenti nel territorio. Destinata a rappresentare un modello da imitare nel futuro, visti gli impegni a cui chiama ormai il pianeta.

Nello studio milanese di via Fioravanti, Gonzo accetta di incontrarci per raccontare Globe Town, le idee che la ispirano, il modo in cui vivranno gli abitanti, il rapporto con le autorità russe. Senza mancare di lasciar trasparire una certa soddisfazione per aver vinto il concorso bandito dalla regione di Nizhniy Novgorod a cui partecipavano i più importanti architetti del mondo.      

Gonzo, Globe Town ha trionfato rispetto a tutte le altre proposte.
La nostra idea si è basata sulle caratteristiche del territorio, adattandosi alle sue specificità. Invece di imporre disegni compositivi geometrici, come il cerchio o il quadrato, abbiamo seguito il disegno naturale dei corsi d’acqua presenti. E’ un progetto calzato sul territorio e sulle sue risorse. Il masterplan che abbiamo ideato prevede la canalizzazione e razionalizzazione dei vari corsi d’acqua. In più, creeremo dei sistemi di navigazione interna e un lago centrale.

Sarà una città che darà l’esempio in fatto di sostenibilità?
Certamente si. Un principio che spesso si trascura è di non fare danni sul territorio su cui si agisce. Quindi cercare di salvaguardarne l’equilibrio ambientale. Sui 30 milioni di metri quadrati, la presenza di edifici e infrastrutture sarà relativamente bassa, occupando pochissimo il suolo. Useremo materiali rigorosamente riciclabili. 15 milioni di metri quadrati poi saranno destinati a zone verdi e d’acqua. In questi sorgerà il Globe Park, grande due volte e mezzo il Central Park di New York, un giardino botanico, un acquario e anche una collinetta per lo sci alpino. 

globe-town_042

Addomesticare le acque del Volga non sarà facile.
Dovremo gestire soprattutto gli overflow, le piene del fiume. Per questo il terreno edificabile sarà sopraelevato di otto metri, creando dei vasi di espansione per le esondazioni. Ciò, fra le altre cose, ci consentirà di sfruttare gli scambi geotermici, qui favorevoli perchè le condizioni climatiche sono soggette a grandi sbalzi di temperatura. Quindi potremo conservare il ghiaccio per i sistemi climatizzati d’estate, mentre d’inverno useremo il calore del sottosuolo. Con grandi risparmi energetici.

Che tipo di energie si useranno oltre al geotermico?
Il sistema idroelettrico e l’eolico. Usare il fotovoltaico è invece difficile visto che qui il sole scarseggia. Stiamo lavorando per avere il minimo inquinamento possibile. Anche se contro quello automobilistico possiamo far poco: la Russia è in crescita e le macchine sono considerate fondamentali per la affermazione personale di ognuno.

La sostenibilità è ormai un must per i progettisti?
Le condizioni del pianeta la rendono un obbligo. Lo studio Benini ragiona così da sempre. Quando noi ne parlavamo era ancora una parola sconosciuta. 

Dopo Pietro il Grande i nuovi “zar” hanno scelto voi. 
E’ una grande soddisfazione essere stati scelti fra i vari gruppi internazionali. E penso che questo sia dovuto soprattutto alla nostra componente umanistica. Cioè un’attenzione rivolta principalmente all’uomo. Quella italiana non è un’architettura esasperata, hi tech: è centrata sulle esigenze delle persone. The Globe, la grande sfera, rientra in questa concezione. Il centro di tutti, visibile da ogni punto della città. E’ tutto studiato in modo che ognuno possa godere allo stesso modo della città. Prima di progettarla abbiamo parlato a lungo con chi dovrà venire a viverci.

L’effetto neve sulla sfera sarà suggestivo..
Abbiamo l’ambizione che The Globe diventi l’icona della città. Con un clima del genere è necessario avere degli spazi coperti, riparati. Lì dentro si potranno passare giornate intere.

Avete inaugurato un modo diverso di pensare la città?
Di sicuro abbiamo trovato le condizioni per creare un punto di riferimento. Questo anche grazie alle autorità russe, su tutte il Governatore Valery Shantsev: è il braccio destro di Putin e gode di un potere forte. Siamo rimasti profondamente colpiti dall’organizzazione tecnica e politica che abbiamo trovato.

Pietro Bellantoni

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...