Cesareo e psiche

A distanza di 28 anni, mia madre porta ancora sotto l’ombelico i segni del parto. Allora il cesareo era una pratica chirurgica già abbastanza sicura, anche se piuttosto deturpante. Un problema oggi superato.

L’inchiesta di Margherita De Bac, pubblicata dal Corriere.it il 14 gennaio, mette in luce dati eloquenti su un fenomeno ormai in costante sviluppo. Sempre più donne, in sostanza, decidono di affidarsi a questo tipo di operazione. Quasi priva di rischi e meno dolorosa del parto naturale.

Ma davvero comporta solo vantaggi?

Gli psicanalisti insistono sul concetto di trauma come serie di tappe necessarie per una buona formazione psichica. Il parto è la prima decisiva rottura con la quale il bambino si confronta. Di conseguenza, la calma di una madre anestetizzata non produrrà gli stessi effetti delle sue urla di dolore.

Come tutte le teorie, però, anche questa è solo un’ipotesi facilmente falsificabile.

 Pietro Bellantoni

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