Il catastrofismo di Mimun e le sintesi di Riotta

Più che mezzi di informazione, i telegiornali rappresentano momenti di autocoscienza collettiva, distorta o icastica che sia. In tal senso, gli specchi nei quali gli italiani maggiormente si riflettono sono il Tg5 e il Tg1.

Formula Tg5: cronaca nera enfatizzata fino all’esasperazione. Clemente Mimun l’ha farcito di atmosfere apocalittiche. Un tg sconsigliato ai facilmente impressionabili. Frutto di un giornalismo ansiogeno, zeppo di assassini seriali, stupratori incalliti e squilibrati minacciosi.

Ha la faccia di un luminare della scienza, ma Gianni Riotta non è altro che un contabile. Come ogni altro direttore del Tg1, anche lui è costretto a dosare con “buonsenso” interventi e apparizioni di politici che pretendono la loro fetta quotidiana di ribalta. Il candore della sua camicia bianca non rende l’idea del compromesso che spesso lega giornalismo e politica.

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