La crisi sta alla larga da City Life

Per un attimo si è pensato che la crisi economica e il delicato momento del citysettore immobiliare potessero ostacolare l’intero progetto. Invece, sembra che il cammino di City Life, il piano di riqualificazione del quartiere storico della Fiera Milano, proceda con il vento in poppa. La possibilità, paventata da molti, di un quartiere nuovo di zecca semideserto nel centro di Milano, con appartamenti vuoti e uffici sfitti, si è rivelata solo un’ipotesi sbagliata e pessimista. I lavori, iniziati nel 2007, procedono regolarmente e con tutta probabilità saranno ultimati prima dei tempi previsti per la consegna, fissata nel 2015. La società City Life (partecipata da Generali Properties, Gruppo Allianz, Immobiliare Lombarda e Lamaro Appalti) ha annunciato che fra 18-24 mesi sarà inaugurato il primo dei cinque lotti residenziali, quello progettato dall’architetto Zaha Hadid, già assegnato ai nuovi proprietari. Infatti, le prenotazioni di chi vuole acquistar casa o affittare uffici nel nuovo quartiere si accavallano da più di tre anni. Un successo, spiega Mario Breglia di Scenari Immobiliari, «dovuto soprattutto alla qualità degli edifici e al prezzo degli appartamenti, superiore solo del 10% rispetto a quelli del mercato di zona, dove si spendono 7.000 euro al metro quadro per avere delle case già usate».

Dunque, non solo City Life non sarà un investimento fallimentare ma, allo stato attuale delle cose, si pone come un modello imprenditoriale virtuoso in un contesto economico dove il settore immobiliare mostra tutte le sue difficoltà.   

I buoni risultati di City Life, infatti, stridono con gli ultimi dati del mercato milanese e nazionale. I prezzi delle case italiane sono in flessione, come confermano alcuni recenti studi che registrano un’erosione della valutazione al metro quadro tra il 4% (dati Tecnocasa) e il 6% (dati Gabetti). A Milano la percentuale di svalutazione arriva invece all’1,6%. Nonostante i prezzi più bassi, però, comprare casa è diventato più difficile. Il motivo, secondo l’ad di Immobiliare.it, Carlo Giordano, è semplice: «l’accesso al credito in forma di mutuo è stato drasticamente ridotto da parte delle banche, rendendo così difficile l’acquisto della casa ad ampie fasce di popolazione». Il risultato è che il tempo medio di vendita si è allungato notevolmente, passando da 4,3 a 6,2 mesi.

A ciò va ad aggiungersi anche un tasso di sfitto degli uffici salito dal 7,25% del 2008 al 19,75% nel solo capoluogo lombardo, mentre a livello nazionale il “vacancy rate” è aumentato di 2,3 punti percentuali nelle città, fino a un incremento del 5,3% nell’hinterland.

«Il primo trimestre del 2009 è stato negativo – continua Breglia – anche se comunque molto meno di quello che ci si poteva aspettare. Di sicuro il secondo migliorerà e alla fine l’anno si chiuderà positivamente rispetto al 2008». Ottimismo, dunque. Le difficoltà del mattone ci sono ma la crisi, secondo gli operatori del settore, è destinata a essere superata presto. Una crisi che, in barba a molte previsioni, non ha scalfito minimamente il progetto d’avanguardia di City Life.

Pietro Bellantoni

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Una risposta a “La crisi sta alla larga da City Life

  1. Sono una serie di capzate…Citylife è destinata a fallire…

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