La rinascita di via Ventura a Milano

Sono due i mondi che convivono in via Ventura. Uno sta lentamente venturascomparendo per lasciare spazio al nuovo, all’innovativo. Dopo anni di abbandono, di dominio visivo di fabbriche fatiscenti e vuote, l’ex periferia industriale di Lambrate si sta reinventando come polo attrattivo del design, dell’arte e di diverse culture. Via Ventura è l’epicentro di questo movimento, nato dall’idea visionaria di due architetti, Mariano Pichler e Gianluigi Mutti, che hanno trasformato la gigantesca ex fabbrica della Faema in un luogo in cui si concentrano esigenze alternative dell’abitare, gallerie d’arte e di design, agenzie pubblicitarie e studi di architettura.

Accanto alle fabbriche sopravvissute, si possono ammirare le opere delle gallerie Massimo De Carlo, Prometeo e Pianissimo; giovani artisti si mischiano a vecchi ex operai residenti; baristi cinesi servono caffè espresso. Qui sorge anche il Politecnico del Design, frequentato da centinaia di studenti stranieri. E stranieri sono i ragazzi della scuola araba sull’altro lato della strada. In pochi anni la piccola via Ventura è diventata un centro culturale e multiculturale di rilievo. Un modello di riqualificazione urbana destinato a essere imitato.

Pietro Bellantoni

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