La crisi pesa anche sui saldi torinesi

Da ieri mattina, sulle vetrine di tutti i negozi torinesi campeggia sempre lajpg_1665097 stessa parola: saldi. Tradotta in tutte le lingue: “sale”, “soldes”, “schlussverkauf”. Fin dalle prime ore, un lento viavai affolla le strade del centro città. Gruppi di due, tre, quattro persone sostano davanti ai negozi. Parlottano, commentano i prezzi, li comparano a quelli dei giorni scorsi. In media, il primo giorno di saldi offre sconti del 20/30%, soprattutto per l’abbigliamento casual e sportivo, la pelletteria e i gioielli.

Scarse le variazioni per le grandi maison come Armani e D&G e quasi gli stessi i prezzi dei costumi da bagno, con sconti che non superano il 10%. Sono più consistenti, invece, i saldi applicati a prodotti meno stagionali quali profumi, moda bimbo, accessori, creme di bellezza e abbigliamento maschile. Un completo Loro Piana da Uomo, in via Teofilo Rossi, costa appena 149 euro, con uno sconto del 70%. Da Robe di Kappa, in piazza San Carlo, si possono acquistare occhiali da sole a 23 euro. Buona la convenienza delle calzature sportive da Foot Locker (un paio di Nike Air Max viene 119.99 euro, scontate del 40%) e dei prodotti per la casa da Perlier Kelemata (tonificante d’ambiente a 15 euro, meno 40% rispetto al prezzo standard). Ci sono ottime possibilità di risparmio anche per le amanti delle borse: da Mandarina Duck si applicano sconti del 50% su quasi tutti gli articoli. La maggior uniformità di prezzo si riscontra, però, nei negozi di intimo. Qui gli sconti si aggirano intorno al 50%: 14.90 euro slip e reggiseno.

La possibilità di fare buoni acquisti a prezzi vantaggiosi non manca, anche se la sensazione è che ci sia la voglia di farsi prima un’idea generale dei prezzi, di valutare con calma l’entità della convenienza. Difatti il clima è pacato, poco rumoroso, non è quello di caccia all’ultima taglia disponibile.
Chantal, titolare di una boutique in via Po, si accontenta: «Oggi sta andando abbastanza bene, ma da Natale in poi la crisi è stata pesante, con un calo delle vendite intorno al 30/35%. Speriamo che i saldi servano anche a smaltire la merce invenduta dei mesi scorsi». Se lo augura anche una commessa di piazza Castello: «I mesi scorsi sono stati terribili. Abbiamo venduto la metà rispetto al 2008». I negozianti «sperano di rimediare a una stagione difficile, soprattutto per quanto riguarda l’abbigliamento», dice Maria Luisa Coppa, presidente dell’Ascom torinese, per la quale i saldi «sono anche occasioni di buoni affari per i consumatori».

In molti però ritengono i saldi solo un richiamo allettante e non una vera occasione di risparmio. «Sono ore che passo in rassegna tutti i negozi – dice Chiara, accompagnata da altre due amiche -, e i prezzi mi sembrano gli stessi di sempre. Spesso la differenza è di pochi euro. Questa cosa mi rode». Ancora più scettico Daniele, che regge in entrambe le mani gli ultimi acquisti: «Ho comprato solo merce non in saldo, almeno non mi faccio prendere in giro. I negozi scontano solo le ultime taglie invendute e gli articoli vecchi». Secondo Davide, trascinato dalla moglie a fare shopping, «è troppo presto, gli sconti sono ancora bassi. Bisognerà aspettare agosto, ma a quel punto la merce sarà poca».

Pietro Bellantoni

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