Ritardi e incendi, Trenitalia nella bufera

I pendolari non ce la fanno più. Un altro maxiritardo sulla Torino-Milano pendolari_04_mediumconferma che viaggiare su questa tratta è diventata un’agonia a cui migliaia di passeggeri sono obbligati ogni giorno, per andare a lavorare o all’università. Ma, oltre alle loro proteste, nuove grane potrebbero abbattersi su Trenitalia, a causa di un principio di incendio scoppiato su un carro merci a Rosta, nella bassa Val di Susa.

La giornata nera delle Ferrovie è iniziata ieri mattina, quando il regionale 2013 delle 9.15, in partenza da Milano Centrale, è arrivato alla stazione di Torino Porta Nuova alle 12.40, con un’ora e 40 minuti di ritardo. Quasi il doppio rispetto al tempo di percorrenza previsto. Trenitalia addebita la circostanza a non meglio precisati problemi tecnici, ma verosimilmente a determinare il ritardo è stato un guasto alla locomotiva, piantatasi di colpo nei pressi di Vittuone per poi procedere a singhiozzi per tutto il resto del percorso. A bordo, centinaia di pendolari inferociti per l’ultimo di una serie di problemi che nelle ultime settimane hanno causato gravi disagi.

Ritardi, treni soppressi e tanta frustrazione per i passeggeri. Il 21 giugno i treni cancellati sulla direttrice per Milano sono stati addirittura 22, a causa di un problema agli apparati di circolazione nel quadrivio Zappata che ha prodotto un effetto a catena su quasi tutte le linee. Ed è sempre un guasto alla motrice di un “Minuetto” ad aver costretto i viaggiatori a trasbordare su altri convogli il 27 giugno. Anche domenica, a Settimo Torinese, per via di un blocco del sistema che regola gli scambi, 15 treni sono stati cancellati e una ventina hanno fatto registrare ritardi compresi tra i 20 e i 70 minuti. Senza contare quelli ormai diventati cronici su questa linea. 

Una situazione diventata insostenibile per quanti sono costretti a viaggiare ogni giorno. Cesare Carbonari, portavoce del comitato pendolari della Torino-Milano, denuncia una evidente sperequazione: «quotidianamente su questi treni viaggiano circa 15.000 pendolari, ma il 95% degli investimenti è destinato alla Tav, usata da 1.000 persone». «Peccato che in Italia non ci sia la class action – scrive Maddalena, una pendolare -, potremmo addebitare tutti questi ritardi a Trenitalia che nel frattempo se ne infischia di noi».
C’è grande preoccupazione, acuita dalla tragedia di Viareggio, anche per quanto riguarda la sicurezza. Ieri a Rosta, su un merci che viaggiava sulla linea Torino-Modane, è scoppiato un incendio a causa del surriscaldamento dei freni di un carro. L’intervento tempestivo dei Vigili del Fuoco ha permesso di mettere in sicurezza il convoglio, che è ripartito poco dopo. Sulla vicenda il sostituto procuratore, Raffaele Guariniello, sta valutando l’ipotesi di aprire un fascicolo d’indagine. «Anche i treni passeggeri sono a rischio – commenta Carbonari -. Su queste tratte ci sono convogli vecchi di 30, 40 anni».

Pietro Bellantoni

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