Continua il racket delle pompe funebri a Torino

Il racket del “caro estinto” a Torino, nonostante gli interventi della magistratura, resta molto diffuso e redditizio. Continua a procurarsi “clienti” con metodi poco limpidi e anzi ha fatto un salto di qualità contattando persino i malati terminali. La denuncia arriva dall’Adoc Piemonte (sindacato dei consumatori) che, per bocca del vicepresidente Bartolomeo Grippo, parla di una ventina di segnalazioni, giunte all’associazioni, di parenti di persone defunte “agganciate” negli ospedali della città e indirizzati verso determinate agenzie funebri.

Ma c’è di più. Secondo l’Adoc, il meccanismo perverso oggi non si applicherebbe solamente in presenza di persone defunte, ma anche nei confronti di soggetti in stato terminale. Grippo racconta di essere stato contattato da un uomo affetto da un tumore alla prostata, raggiunto (subito dopo aver conosciuto la diagnosi) da un volantino pubblicitario di un’agenzia funebre torinese, infilato nella sua cassetta della posta. E, secondo Grippo, non si tratta di normali operazioni pubblicitarie, ma di un’azione ad hoc, visto che le buche degli altri condomini non avevano ricevuto lo stesso avviso. E questo potrebbe essere solo uno dei tanti casi simili: “La tecnica si è affinata – commenta Grippo -, le agenzie funebri attuano nuove modalità di accaparramento clienti. Comportamenti che violano la legge e le direttive sulla privacy in noti ospedali pubblici torinesi”.

Accanto a questa nuova frontiera del marketing delle pompe funebri, continuerebbe quella ormai consolidata dei “suggerimenti” ai parenti dei defunti. Si parla anche di “attori” che, fingendo di aver vissuto un evento luttuoso, consiglierebbero ai parenti la “migliore” agenzia funebre. “Abbiamo ricevuto una ventina di segnalazioni da parte di persone che sono state avvicinate e a cui sono state suggerite precise imprese funebri – spiega ancora Grippo -. Il problema è che nessuno vuole denunciare, molti hanno paura”. Proprio per questo, l’Adoc sta valutando l’ipotesi di presentare un esposto in procura. Per eventuali segnalazioni, è possibile telefonare allo 011/4364331.

Lo scandalo delle pompe funebri torinesi era esploso nel 2001, quando l’indagine condotta dal pm Giuseppe Ferrando aveva evidenziato una prassi poi rivelatasi comune: la richiesta di denaro da parte degli addetti alle camere mortuarie per la vestizione dei defunti insieme con i “consigli” dati dagli infermieri dietro ricompensa dei veri impresari. L’indagine era sfociata in due processi e in decine di condanne per associazione a delinquere e corruzione.

Pietro Bellantoni

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