La movida torinese ignora tutti i divieti

E’ un flop la prima serata con le nuove regole in piazza Vittorio. Nonostante il divieto di sosta per i non residenti, continua il parcheggio selvaggio. Di vigili in giro non c’è traccia. Almeno fino alle 21, neanche uno a far rispettare le nuove norme. Mentre sotto le arcate dei portici di via della Rocca e Giulia di Barolo vengono installati i primi vespasiani mobili, ultima soluzione escogitata per porre fine al degrado della zona. Le auto sono parcheggiate ovunque, incolonnate in aree vietate, davanti a passi carrabili, sulle strisce gialle riservate ai disabili. Il centro carreggiata di via Bava è una fila lunghissima di macchine. Le strisce blu sono quasi tutte occupate, ma a ben guardare quelli che in base alle nuove regole potrebbero parcheggiare sono meno del 50%. Tutti gli altri o non espongono alcun contrassegno sul parabrezza o ne hanno uno valido per un’altra zona. 

Il primo giorno nella nuova era della movida torinese sembra che nulla sia cambiato. Tutto continua come prima. Malgrado questo, i commercianti sfogano tutta la loro rabbia per un provvedimento che, se fatto rispettare, rischia di far diminuire sensibilmente i loro affari. Come Paolo Stoppa, titolare di una pizzeria in via Plana: “E’ un divieto stupido, che non fa altro che allontanare i clienti da locali come il mio, frequentato soprattutto da famiglie. L’avessero messo dalle 22, avrei anche potuto capire. Ma dalle 19.30, che senso ha? Hanno preferito sparare sul mucchio e penalizzare tutti”. La pensa allo stesso modo Giuseppe, gestore di Hobelix, un lounge bar di piazza Vittorio: “Ogni commerciante subirà un calo drastico di clienti. Così stanno facendo tornare questa zona a quello che era prima”.

C’è anche chi parcheggia tranquillo nei posti liberi, perchè del tutto ignaro dei nuovi regolamenti. Luca: “Davvero c’è il divieto? E quando l’hanno deciso?”. Almeno lui si attiene al divieto di sosta, salta in macchina e inizia a fare il periplo della piazza. La stessa cosa che fa poco dopo una coppia molto chic a bordo di una Bmw di grossa cilindrata: “Ma che razza di città è questa? Ora dove la devo mettere ‘sta macchina?”.

Ci sono anche alcuni commercianti che, malgrado non considerino il divieto una mossa giusta, ammettono che comunque qualcosa si doveva fare: “Il problema c’è. I ragazzi che vengono qui nei weekend devastano tutto – dice Maurizio, proprietario di una caffetteria -. Ma non si risolve nulla così, ci vuole qualcosa in più. Ad agosto poi, quando tutti sono in ferie, non ci sono controlli e tutto continuerà come prima”. Qualcuno ipotizza anche dei pericoli per gli stessi vigili, costretti, loro malgrado, a far rispettare le nuove disposizioni comunali: “Questi poveretti avranno a che fare con tutte le teste calde che si aggirano da queste parti – commenta Salvatore Giuffrida davanti alla sua pizzeria -. Come faranno a fare le multe? E poi, perchè i residenti devono avere queste forme di prelazione? Solo perchè pagano 40 euro all’anno? Le leggi giuste c’erano già, bastava semplicemente farle rispettare”.

Man mano che la serata va avanti, il parcheggio sotterraneo di piazza Vittorio si riempie sempre più, così come il fiume di auto, che continua senza sosta la sua marcia intorno alla piazza.

Pietro Bellantoni

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