Niente multe, solo sei vigili in piazza Vittorio

Ti aspetti una rivoluzione e invece è tutto come prima. La solita coda lunghissima di auto circonda le vie attorno a piazza Vittorio. Nella notte fra venerdì e sabato, i posti auto sono esauriti già alle 22, compresi quelli riservati ai residenti. Le nuove regole che puntano a limitare la sosta selvaggia non hanno dissuaso nessuno.

Il popolo della movida torinese è sempre lì, davanti alle entrate dei locali e attorno alle panchine. Piazza Vittorio a mezzanotte è il solito parcheggio abusivo, le auto parcheggiate in violazione di qualsiasi divieto: nei posti riservati ai disabili, davanti ai cassonetti, in mezzo alle carreggiate.

Due vigili, gli unici della piazza, presidiano l’entrata dei Murazzi. Funzionano i nuovi divieti? «Diciamo che è una norma sperimentale». Esitano, non possono dire tutto quello che vorrebbero. Poi, però: «La verità è che abbiamo paura. Questa zona è piena di teste calde, venticinquenni dopati e con troppo alcol in corpo». Secondo loro le nuove regole hanno poche chance di essere applicate: «Siamo pochissimi. In questo momento solo in sei in tutta la zona. Anche volendo, non sapremmo da dove iniziare. E poi non abbiamo avuto disposizioni diverse rispetto ai giorni scorsi».

Tutt’intorno sciama il popolo della notte torinese, allegro, rumoroso, a volte molesto. «Molti problemi sono irrisolvibili – prosegue il vigile -. L’entrata del parcheggio sotterraneo è accessibile soltanto dalla piazza. Così tutti quelli che la attraversano possono giustificarsi dicendo che si stanno dirigendo al parcheggio». Questo per le auto in transito, ma per quelle in sosta? «Abbiamo avuto ordine di stare qui e qui stiamo».

E’ anche la notte d’esordio dei vespasiani mobili: sono due, grigi e simili a opere d’arte contemporanea. L’Amiat li ha installati dietro le arcate di via della Rocca e via Giulia di Barolo. Non sono in vista e non c’è neanche un cartello a segnalarne la presenza. Quello in via della Rocca è stato sistemato accanto a due bidoni di immondizia stracolmi. Molti si schifano e altri lo superano senza neanche vederlo. Chi se ne accorge, lo indica ridendo. Forse serve un po’ di tempo per abituarsi all’idea. Infatti un gruppo di ragazzi visibilmente alticci cerca un angolo buio dove espletare gli impellenti bisogni. Il risultato è che durante tutta la notte sono in pochi ad usarli. «Davvero sono dei vespasiani? Che forma strana hanno…». Carlo è sorpreso, ma visibilmente contento dell’iniziativa: «E’ una grande idea, almeno finirà quello schifo che c’era prima». Altri, come Giovanni, ne criticano l’aspetto ma non l’utilità: «Mi sembra che la forma richiami troppo l’atto, che è pur sempre un momento privato. Però è una buona iniziativa, meglio che farla negli angoli come si faceva prima».

Pietro Bellantoni

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