La raccolta differenziata non piace ai torinesi

La raccolta differenziata non è ancora entrata nelle abitudini dei torinesi. Anzi. Uno studio commissionato dall’Amiat parla di 18 residenti su 100 continuano a non separare i rifiuti. L’indagine – condotta su un campione di 1.021 persone – evidenzia in modo chiaro come una parte significativa della popolazione non sia convinta della necessità della differenziata e indica, fra i più negligenti, i residenti di Crocetta, Lingotto, Borgata Aurora, Mirafiori Sud e del centro. Quartieri dove si riscontra una ostinata resistenza a qualsiasi tipo di sollecitazione a una gestione del ciclo dei rifiuti più consapevole.

Il confronto con i dati 2007, però, dimostra che complessivamente la sensibilità ambientale dei torinesi è aumentata, con un maggior interesse verso la pulizia delle aree verdi e il riconoscimento dell’importanza della raccolta porta a porta. In particolar modo, viene riconosciuta ad Amiat una grande efficienza soprattutto per quel che riguarda la raccolta differenziata, la pulizia dei marciapiedi e la capacità comunicativa.

Segnali positivi dunque per l’ex municipalizzata, che proprio a settembre dovrebbe dare il via all’installazione di nuovi cassonetti, a partire dal quartiere Crocetta. I nuovi contenitori avranno una forma a proiettile e non potranno essere bloccati dalle auto, circostanza che attualmente non permette lo svuotamento dei bidoni.

La fiducia nei confronti di Amiat, da quanto emerge dalla ricerca, è tale che se l’azienda dovesse quotarsi in borsa, un torinese su due considererebbe l’acquisto delle sue azioni un buon investimento. A ciò si deve aggiungere anche il modo in cui gli operatori Amiat vengono percepiti dalla gente. Per i più, si tratta di presenze rassicuranti, utili, e i giudizi positivi aumentano man mano che lo studio si sposta verso il centro, dove gli addetti Amiat hanno più contatti con i residenti.

«Abbiamo deciso di fare un’indagine per capire cosa i cittadini sanno di noi – spiegano all’Amiat -. Alla fine è emersa chiara una maggiore consapevolezza dei cittadini riguardo alle tematiche ambientali e un sincero apprezzamento verso l’opera di educazione che l’azienda ha intrapreso nelle scuole».

Pietro Bellantoni

Pubblicato da Repubblica Torino

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