“Questa Juve è come quella di Capello”

David Trezeguet

David Trezeguet

“Questa Juve è come quella di Capello, sento che c’è lo stesso entusiasmo, la stessa voglia di vincere”. Lo sguardo di David Trezeguet è quello di un tempo, nel suo volto si scorge una nuova determinazione, l’orgoglio di fare ancora parte di una squadra in cui ha consacrato dieci anni di carriera. Si percepisce la voglia di voltare pagina, dopo una stagione, quella passata, travagliata da infortuni e dissidi con Ranieri. “Ho intenzione di tornare protagonista, voglio fare la storia di questa squadra”. Il riferimento è a quei sei gol che gli mancano per raggiungere Omar Sivori, l’attaccante straniero più prolifico nella storia della Juventus. “Ma – scherza – mi dicono che in realtà Sivori non fosse straniero”.

Sembra che tutto sia cambiato nell’atteggiamento del francese nei confronti della Vecchia Signora. “Ciro Ferrara è stato fondamentale per la mia decisione di restare alla Juve. Ha usato poche parole, ma chiare e dirette, come piace a me”. Parole che lo hanno spinto a rifiutare la corte serrata del Milan, insieme all’Inter l’avversario stasera nella Tim Cup di Pescara. “L’interessamento di un club come il Milan non può che far piacere. Ma dopo dieci anni passati alla Juve, una squadra a cui devo tutto, sarebbe stata una mancanza di rispetto imperdonabile andare in una diretta concorrente”.

Oltre alla gratitudine, però, è stato soprattutto il progetto a convincere quello che John Elkaan ha definito il miglior colpo di mercato della Juventus: “Abbiamo finalmente una squadra in grado di dire la sua in tutte le grandi competizioni. Giocatori come Cannavaro, Melo e Diego ci faranno fare il salto di qualità, dopo due anni senza vittorie”.

E di fronte ai paragoni con l’Inter, perfino uno schietto come lui usa cautela: “La sconfitta con la Lazio non deve ingannare, l’Inter è ancora la squadra da battere. Anche se quella partita ha dimostrato che i nerazzurri sono vulnerabili”. Se l’Inter è lo spauracchio con cui bisogna fare i conti in campionato, in Europa i nomi da brivido sono sempre gli stessi: Real, Manchester, Barcellona. “Inutile dire che la Juve non ha gli stessi mezzi di queste squadre. La chiave sta nello sfruttare le nostre caratteristiche. La sconfitta col Villarreal ci ha dimostrato che nonostante si stia lavorando bene c’è ancora molto da fare per ottenere soddisfazioni in Champions”.

Per il momento lo spirito è quello giusto, la rosa è competitiva e al timone scalpita un giovane allenatore. Sarà il Guardiola italiano? Trezeguet non ha dubbi: “Ha tutto quello che serve, conosce l’ambiente ed è cresciuto alla scuola di Lippi. Poi, ovviamente, anche per lui conteranno i risultati”. Il francese farà di tutto per aiutare con i suoi gol Ferrara e anche se stesso che, malgrado abbia di fronte uno scoglio di nome Domenech, non rinuncia al sogno mondiale. “E’ normale che ci pensi. Questa potrebbe essere la mia ultima occasione”. Ma la strada che porta in Sudafrica passa irrimediabilmente per la Juve, l’amore ritrovato.

Pietro Bellantoni

Pubblicato da Repubblica Torino

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