‘Ndrangheta, nuove minacce al giornalista Piccolo

Non si ferma l’offensiva della ‘ndrangheta contro i giornalisti calabresi. La notte scorsa Ferdinando Piccolo, corrispondente del Quotidiano della Calabria dalla Locride, ha trovato davanti alla porta della sua abitazione di Bovalino una busta con dentro proiettili a salve e un messaggio intimidatorio: “Giornalista infame non scrivere più di San Luca, questo è l’ultimo avvertimento”. Per Piccolo si tratta del secondo episodio di questo tipo in una sola settimana. Dall’inizio del 2010 sono già 18 i cronisti minacciati o aggrediti, costretti a lavorare in un contesto in cui la libertà di stampa è vista molto spesso come una intollerabile infamia. Ai problemi dell’informazione, bisogna poi aggiungere i gravi attentati contro il potere giudiziario degli ultimi mesi, con le bombe alla procura di Reggio e davanti alla casa del procuratore Di Landro. Elementi che evidenziano con drammatica chiarezza quanto la Calabria sia oggi una regione in pericoloso fermento.

Proprio per riportare l’attenzione sulla realtà calabrese e i rischi che ogni giorno corrono giornalisti, magistrati, forze dell’ordine e amministratori, il 25 settembre Reggio Calabria ospiterà la manifestazione “No ‘ndrangheta”, promossa dal direttore del Quotidiano della Calabria, Matteo Cosenza. Un evento che nelle premesse ha tutte le carte in regola per essere una grande festa civile a favore della legalità, grazie anche all’adesione convinta di movimenti, associazioni, sindacati, università, amministrazioni provinciali e comunali. E’ proprio Cosenza, in un editoriale sul suo giornale, a spiegare il senso della giornata: “Ben venga finalmente un sussulto delle coscienze come si vide a Palermo dopo le stragi di Capaci e di via D’Amelio e come non ci fu in Calabria dopo l’uccisione altrettanto esemplare di un magistrato come Scopelliti”. Un’occasione per affermare la vera identità dei calabresi e dare sostegno a giornalisti come Piccolo, e con lui ai vari Agostino Pantano, Giuseppe Baglivo, Michele Albanese, Gianluca Albanese, Antonino Monteleone, Angela Corica, Agostino Urso, Lucio Musolino, Riccardo Giacoia, Saverio Puccio, Giovanni Verduci, Michele Inserra, Giuseppe Baldessarro, Guido Scarpino, Pietro Comito, Leonardo Rizzo, Filippo Cutrupi. Tutti semplici cronisti, costretti a recitare la parte di eroi in una terra difficile.

Pietro Bellantoni

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