Zaia: “Le fiction italiane sono razziste”

La fiction italiana? Diffonde razzismo nei confronti del popolo del nord. A Luca Zaia le serie televisive amate dal grande pubblico proprio non vanno giù. A suscitare la reazione sdegnata del governatore del Veneto, è stato in particolar modo un nuovo personaggio di “Distretto di Polizia”, l’agente bergamasco Giovanni Brenta, new entry dello sceneggiato di Canale 5 arrivato quest’anno alla sua decima edizione. Così Zaia ha deciso di inviare una lettera di protesta direttamente a Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset: “Mi spiace constatare che la più grande rete televisiva commerciale d’Italia abbia sposato l’andazzo di culturame razzista nei confronti del Nord e dei suoi abitanti”. L’obiettivo del governatore è far sentire “La forte incazzatura mia personale e di milioni di miei concittadini veneti a est e ovest del Tagliamento e dell’Adda. Posto poi che i tuoi autori sappiano andare oltre il Tevere e l’Aniene”. Il poliziotto lombardo del decimo Tuscolano indispettisce Zaia: “Sfodera un indubitabile bergamasco e mostra un carattere che la stessa presentazione fatta dagli autori spiega che non brilla né per sensibilità né per intelligenza”. Insomma, dietro il personaggio televisivo si nasconderebbe un pregiudizio tutto capitolino: “Il nordista, veneto o lombardo o piemontese che sia, è raffigurato nelle serie televisive pensate, prodotte e realizzate a Roma, come terragno, servile, interessato, poco perspicace. Stereotipi – continua Zaia – che rifiuto, caratterizzazioni inaccettabili al di fuori di qualsiasi verosimiglianza”. 
Tuttavia, il governatore leghista non ci sta a passare per uno privo di senso dell’umorismo: “Anche il grande regista Luigi Comencini in ‘Pane amore e fantasia’ aveva caratterizzato un carabiniere del nordest, con una differenza essenziale: lì si trattava di arte cinematografica, questa è invece tv spazzatura”.

Tempo fa anche Roberto Castelli, sottosegretario alle Infrastrutture, aveva approfittato dell’inaugurazione del Polo della Cinematografia Lombarda per polemizzare con la fiction italiana: “Parlano tutti in romanesco, che sia un bergamasco, un altoatesino o un tedesco. È una cosa insopportabile”. In quel caso il sottosegretario si riferiva alla miniserie Rai su Papa Giovanni XXIII, interpretato dal romano Massimo Ghini. Che sia quello di Zaia un nuovo tentativo di rilancio delle produzioni padane? Fedele Confalonieri prova comunque a non drammatizzare: “Terroni e polentoni sono figure classiche non solo del cinema e della fiction ma anche del teatro italiano. Non facciamola più spessa di quello che è”.
Ma la sortita del governatore non manca di suscitare polemiche anche in regione: “Ma quale crisi economica, licenziamenti, cassaintegrazioni – accusa Piero Ruzzante, consigliere regionale del pd -. Per il presidente il vero problema è la fiction, ambito nel quale sguazza benissimo, da consumato attore”. 

Pietro Bellantoni

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Una risposta a “Zaia: “Le fiction italiane sono razziste”

  1. Canale 5 è quella rete i cui giornalisti impedirono a Berlusconi di andare in video da solo, perché Prodi non voleva andare.

    Tutta la tv è piena di fiction che fanno propaganda “progressista”…non mancano mai i buoni extracomunitari, le felici coppie gay, il nonno che legge L’Unità…è anche così che la sinistra indottrina il popolino della tv.

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