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Primum vivere deinde philosophari. Siamo sicuri?

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Il nulla e la verità al Maurizio Costanzo Show

27 giugno 1994. Colui che non è risponde (non rispondendo) a coloro che credono di essere:

Seconda parte

Terza parte

Anima mundi

Non è un grilletto premuto o l’esplosione di un razzo a dare avvio a una guerra. Non è solo nella armonia dei popoli che si manifesta la pace.

Guerra e pace sono anzitutto entità che appartengono all’invisibile. Due categorie invincibili e primigenie del dinamismo storico e degli eventi umani.  Esse rappresentano, dal principio di ciò che è, la struttura dialettica attraverso cui il reale si fa e si decostruisce, avanza e si arresta, agisce e poi attende.

E’ la grammatica cui è costretta l’umanità dall’inizio del suo cammino. Guerra è un ostacolo che si pone, che sfida minacciando distruzione; pace è l’oltrepassamento della sfida, la sua vittoria. Un benessere per il risultato raggiunto che, soggetto di nuovo al divenire, ricomincerà inesorabilmente a sgretolarsi creando le condizioni per nuova guerra.

Crisi e conciliazione, solidarietà e scontro: attraverso le varie forme di questa dicotomia avanza la storia dei popoli. Ma ciò concerne anche l’anima individuale. Nelle sue recondite profondità, sono sempre lo stesso moto e la stessa armonia a pulsare. In un’alternanza determinata dall’incontro con gli eventi della vita e dalla saggezza raggiunta dall’io particolare.

Non è forse in guerra anche chi scrive, chi cerca le parole per dar forma ad un suo concetto di realtà, come me in questo momento?

Alle 10 di sera, questo giorno mi ha già fatto affrontare 1856 guerre. Il destino del mio sonno ora dipende dalla risoluzione di quest’ultima. Sempre, la mia soddisfazione per la vittoria è stata proporzionata all’entità della battaglia appena conclusa. E molte volte la pace si è consumata nella speranza di non dover più impugnare le armi. Di non dover affrontare gli stessi nemici, i vecchi demoni.

Inevitabilmente, percorriamo la nostra unicità su questo binario alternato. 

Della nostra morte, infine, deciderà il caso: se accarezzarci mentre siamo guerrieri e sofferenti o raggiungerci mentre attendiamo accucciati in trincea. In una tregua, a quel punto, definitiva. 

Pietro Bellantoni