Archivi categoria: Crimine organizzato

Zona grigia e clan: un seminario per capire

Seconda edizione delle giornate di studi organizzate dal Museo della ‘ndrangheta.(Leggi qui).

Sequestrati 150 milioni di beni ai Commisso

Duro colpo alla cosca di Siderno. Tra i beni sequestrati, ville, decine di appartamenti e svariati terreni. (Leggi qui).

In piazza a Reggio la “scorta civica” di Lombardo

Il movimento “Reggio Non Tace” ha organizzato una marcia per dimostrare solidarietà al pm della Dda Giuseppe Lombardo, minacciato dalla ‘ndrangheta per la quarta volta. (Leggi qui).

Con Rosarno contro la ‘ndrangheta

Un protocollo d’intesa tra il Comune di Rosarno e il Museo della ‘Ndrangheta. L’accordo è stato presentato oggi alla Provincia di Reggio Calabria dal sindaco della città della Piana, Elisabetta Tripodi, e il coordinatore del Museo, Claudio La Camera. L’iniziativa punta principalmente a sensibilizzare il mondo giovanile sul fenomeno della criminalità organizzata e sui temi della sicurezza. Secondo La Camera “il Comune di Rosarno sta conducendo un lavoro esemplare per la trasparenza e la legalità. Il condizionamento della ‘ndrangheta sulle amministrazioni pubbliche rappresenta ancora un fenomeno molto diffuso nella nostra regione, pertanto occorre esaltare e non isolare quelle istituzioni che hanno saputo dare il segno del cambiamento”. Dello stesso avviso anche il sindaco Tripodi: “Questo intrapreso con il Museo della ‘Ndrangheta è il cammino ideale per far conoscere ai ragazzi la loro storia e al tempo stesso fare opera di demitizzazione. È necessario togliere fascino alla cultura mafiosa, che porta solo a realtà tragiche”.  

Pietro Bellantoni

“È vero, il certificato antimafia non serve a niente”

“Ha ragione Brunetta: il certificato antimafia non serve a niente”. A condividere la contestatissima affermazione del ministro per la pubblica amministrazione è Lucio Dattola, presidente della camera di commercio di Reggio Calabria. Durante il suo intervento al convegno “Etica nelle professioni” – in memoria dell’ingegnere Demetrio Quattrone, ucciso dalla ‘ndrangheta nel 1991- Dattola ha spiegato: “Una attestazione del genere non ha alcun senso in questo momento di crisi economica. Il certificato antimafia costa dai 40 ai 60 euro, soldi spesi inutilmente, visto che si potrebbero sottoporre a verifica soltanto i primi nelle graduatorie. Invece oggi commercianti e imprenditori sono costretti ad affrontare oneri non necessari e lungaggini burocratiche”. Posizione non condivisa da Enza Rando, dell’ufficio legale dell’associazione Libera: “Come fa il governo a stilare un codice antimafia e subito dopo dire che il certificato non serve più? È evidente che esiste un problema di credibilità.

Pietro Bellantoni

“In Calabria opera una potente zona grigia”

Don Ciotti, fondatore e presidente di Libera, ha partecipato a un convegno che si è svolto in occasione dell’anniversario della morte di Demetrio Quattrone, l’ingegnere assassinato nel 1991 insieme all’amico, il medico Nicola Severino. (Leggi qui).

‘Ndrangheta, nuove minacce al giornalista Piccolo

Non si ferma l’offensiva della ‘ndrangheta contro i giornalisti calabresi. La notte scorsa Ferdinando Piccolo, corrispondente del Quotidiano della Calabria dalla Locride, ha trovato davanti alla porta della sua abitazione di Bovalino una busta con dentro proiettili a salve e un messaggio intimidatorio: “Giornalista infame non scrivere più di San Luca, questo è l’ultimo avvertimento”. Per Piccolo si tratta del secondo episodio di questo tipo in una sola settimana. Dall’inizio del 2010 sono già 18 i cronisti minacciati o aggrediti, costretti a lavorare in un contesto in cui la libertà di stampa è vista molto spesso come una intollerabile infamia. Ai problemi dell’informazione, bisogna poi aggiungere i gravi attentati contro il potere giudiziario degli ultimi mesi, con le bombe alla procura di Reggio e davanti alla casa del procuratore Di Landro. Elementi che evidenziano con drammatica chiarezza quanto la Calabria sia oggi una regione in pericoloso fermento.

Proprio per riportare l’attenzione sulla realtà calabrese e i rischi che ogni giorno corrono giornalisti, magistrati, forze dell’ordine e amministratori, il 25 settembre Reggio Calabria ospiterà la manifestazione “No ‘ndrangheta”, promossa dal direttore del Quotidiano della Calabria, Matteo Cosenza. Un evento che nelle premesse ha tutte le carte in regola per essere una grande festa civile a favore della legalità, grazie anche all’adesione convinta di movimenti, associazioni, sindacati, università, amministrazioni provinciali e comunali. E’ proprio Cosenza, in un editoriale sul suo giornale, a spiegare il senso della giornata: “Ben venga finalmente un sussulto delle coscienze come si vide a Palermo dopo le stragi di Capaci e di via D’Amelio e come non ci fu in Calabria dopo l’uccisione altrettanto esemplare di un magistrato come Scopelliti”. Un’occasione per affermare la vera identità dei calabresi e dare sostegno a giornalisti come Piccolo, e con lui ai vari Agostino Pantano, Giuseppe Baglivo, Michele Albanese, Gianluca Albanese, Antonino Monteleone, Angela Corica, Agostino Urso, Lucio Musolino, Riccardo Giacoia, Saverio Puccio, Giovanni Verduci, Michele Inserra, Giuseppe Baldessarro, Guido Scarpino, Pietro Comito, Leonardo Rizzo, Filippo Cutrupi. Tutti semplici cronisti, costretti a recitare la parte di eroi in una terra difficile.

Pietro Bellantoni