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Ogni anno l’1% in più di testimoni di Geova

E’ una presenza forte quella dei testimoni di Geova in Piemonte. Gli ultimi dati parlano di circa 22 mila fedeli, dei quali 20 mila sono evangelizzatori e duemila simpatizzanti. Solo Torino conta circa 6 mila seguaci, divisi in 60 congregazioni. Nichelino è uno dei comuni a più alta densità, con 5 mila adepti. Le chiese dei testimoni di Geova sono numerose anche in tutte le altre province, soprattutto nel Biellese e Novarese. Le funzioni religiose settimanali avvengono nelle sale del regno, i luoghi simbolo dell’adunanza di questa confessione. Ci sono poi le grandi riunioni annuali (circa due l’anno) che avvengono nella grande sala delle assemblee di Leinì, in cui si riuniscono anche le congregazioni delle altre regioni.

All’inizio d’agosto c’è stato un mega-raduno allo stadio Olimpico di Torino durante il quale sono stati battezzati 106 fedeli. In quell’occasione gli oltre 22 mila fedeli presenti hanno affrontato il tema della fine del mondo. Un tema apocalittico che ha una accezione particolare per questa religione, in quanto profetizza la fine non del mondo fisico, ma del “sistema di malvagità che domina sulla Terra”. Secondo Alberto Bertone, responsabile delle relazioni con il pubblico dei testimoni di Geova torinesi, “il numero dei fedeli in Piemonte cresce di circa l’1% l’anno”.

Pietro Bellantoni

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In Piemonte i turisti scelgono la gola

Bottiglie di Barolo

Bottiglie di Barolo

Niente più cartoline nè gadget: oggi in Italia i souvenir più gettonati dai turisti sono i prodotti enogastronomici. E’ questo il dato che emerge dall’ultimo sondaggio della Coldiretti, secondo cui sei italiani su dieci rientrano dalle vacanze portando con sè generi alimentari tipici del luogo visitato, soprattutto vino, formaggi e salumi. E il Piemonte non si sottrae a questa nuova moda del turismo, con i vini in testa alle preferenze dei visitatori.

Il più apprezzato fra questi è il Barolo, il principe dei rossi, uno dei migliori biglietti da visita del made in italy nel mondo.  Seguono a ruota il Barbaresco, altro rosso delle Langhe, il Moscato e il Grignolino d’Asti e infine il Freisa. “Tutti vini – dicono alla Coldiretti – che hanno raggiunto grandi risultati anche grazie alla Docg, la denominazione di origine controllata e garantita, che lega indissolubilmente il prodotto al territorio”.

Sono poi le carni ad attirare fortemente questa nuova tipologia di turisti, soprattutto quelle ottenute dai bovini della razza Piemontese, fra le più pregiate al mondo, magre ma al tempo stesso particolarmente gustose.

Se per l’Italia la stima parla di un giro d’affari pari a cinque miliardi, i dati Coldiretti dicono che il turismo enogastronomico in Piemonte vale 600 milioni, il 10% circa dell’intero mercato. A far da traino sono anche i salumi, in particolare quelli dell’area cuneese. Su tutti, lardo e pancetta, con ottime vendite anche per il prosciutto crudo. Fra i formaggi è il Gorgonzola del novarese il più richiesto, seguito dal Bra e dal Raschera, tipico delle vallate al confine con la Liguria. Senza dimenticare il Castelmagno. 

Le pesche nettarine

Le pesche nettarine

Ed è forte anche il mercato della frutta, dove il prodotto più ricercato sono le particolari pesche “nettarine”. Ma va molto bene anche la vendita di mele e kiwi.

Svizzeri e francesi, tra gli stranieri, sono i turisti che più apprezzano le bontà dell’enogastronomia locale. “Gli svizzeri sono innamorati dei nostri vini e spendono molto – commentano alla Coldiretti -, più dei francesi per i quali i nostri prodotti sono più che altro un modello di paragone con i loro. Inoltre, da un paio d’anni è aumentata la presenza di giapponesi e inglesi”.

Pietro Bellantoni

Porta Susa sprofonda nel degrado

“Non c’è più alcun tipo di manutenzione, Porta Susa è completamente abbandonata a se stessa”. L’edicolante dell’atrio accanto alla biglietteria sembra ormai rassegnato alla lenta decadenza della seconda stazione cittadina. “Io non uso più nemmeno la toilette, tanto è malridotta. Tutto qui cade a pezzi: vetri rotti che non vengono più sostituiti, neon per l’illuminazione guasti. Da quest’inverno hanno tolto pure il bancomat per i troppi tentativi di rapina, e dubito che lo rimetteranno”. Qual è il motivo? “La mia sensazione è che le Ferrovie si stiano concentrando esclusivamente sulla nuova stazione in corso di realizzazione in corso Bolzano, sacrificando la vecchia”.

E’ dello stesso avviso anche Daniele, che lavora nel bar interno gestito dalla società Chef Express: “E’ una situazione tremenda. La sala d’attesa è il regno dei barboni, dove fino a poco tempo fa ragazze si prostituivano per pochi euro. Senza contare la presenzadegli spacciatori. Nel bar non lasciamo mai una ragazza a lavorare da sola”.

La sala d’attesa alle cinque del pomeriggio è un forno soffocante, invasa dai colombi e dai sacchi dei numerosi clochard. “E’ in mano a persone poco raccomandabili – dice Cesare Carbonari, portavoce del comitato pendolari -. In più, a Porta Susa non sono mai stati risolti i problemi dei disabili: non ci sono ascensori e per prendere il treno devono trovare qualche anima pia che trasporti le carrozzine a braccia”.

Ma fra i viaggiatori c’è anche chi ritiene che le cose vadano meglio che in passato. Come Giovanni: “Oggi la situazione è nettamente migliorata, prima era molto peggio. A una certa ora era meglio tenersi alla larga, tanti erano i malintenzionati”. “Non stiamo assolutamente abbandonando Porta Susa – fanno sapere dalle Fs -. Nel 2011 apriremo la nuova stazione, ma nel frattempo continueremo a fare manutenzione e tutti gli accertamenti necessari per un servizio efficiente”.

Pietro Bellantoni

Anche i vigili in fila per il “sei”

scheda superenalottoL’estrazione di lunedì ha emesso il suo verdetto: nessun sei, jackpot a 139 milioni e 900 mila euro. E così, fin dalle prime ore del mattino di ieri, le ricevitorie torinesi erano già in assetto di guerra, pronte a resistere all’ennesimo speranzoso attacco dei seguaci del Superenalotto, il nuovo dio che da mesi ormai promette la redenzione economica.

Il bar ricevitoria di via Monginevro, angolo di via Isonzo, è già pieno alle 10. Dietro al banco i titolari tengono a bada con difficoltà l’orda di giocatori, ognuno con in mano una decina di schede da giocare. Nell’attesa di fare la propria scommessa, molti ingannano il tempo con i gratta e vinci, altri con i videopoker della sala accanto. C’è talmente tanta fila che i due proprietari sono costretti a trascurare i clienti del bar e della tabaccheria. Ma la febbre, l’idolatria verso quei sei numeri magici non risparmia nessuno, neanche le ricevitorie delle vie del centro, rimaste aperte malgrado tutto intorno sia dominato dalla malinconia dei negozi chiusi e dei marciapiedi deserti. In via Barbaroux, su una vetrina è stato appeso il cartello: «Aperti per ferie tutto agosto». E non potrebbe essere altrimenti, visto il boom di giocate, almeno un buon 30 per cento in più. Dentro, una pletora di donne attende il suo turno con la fortuna. Molte non sanno nemmeno come si fa a compilare la cedolina e chiedono aiuto al gestore, stanco di dover spiegare continuamente le regole ai neofiti del Superenalotto. «E’ la prima volta che gioco – dice una signora sulla quarantina – se non lo facessi mi sentirei quasi in colpa per non aver tentato la sorte». Senso di colpa, qui come in altre religioni. Il ragazzo al lavoro dietro al pannello in plexiglas, commenta così: «Ho già finito tutte le schede. La gente ormai le prende a blocchi interi e poi le compila a casa, magari per ragionare bene sui numeri».

A mezzogiorno, a una ricevitoria di via Garibaldi viene concessa una pausa. «Ho attivato il Superenalotto solo da due settimane, ma il numero di giocate è davvero impressionante», nota la proprietaria. E’ vero che vengono in pellegrinaggio dall’estero? «Sì. Solo ieri è arrivata una comitiva di tedeschi. Volevano giocare, non sapevano neanche come fare». Sull’incompetenza degli stranieri, non è invece d’accordo il titolare della tabaccheria in via Conte Verde: «Sanno benissimo come si fa. Sono soprattutto tedeschi e francesi. Spero che nessuno di loro vinca, sarebbe una beffa insopportabile». Mentre parla, la macchina che valida le scommesse si inceppa. Solo per qualche minuto, quanto basta per creare una coda di gente che arriva fino in strada.

Qualcosa di simile a quello che succede in via Milano. Qui i giocatori sono in fila lungo un corridoio stretto, che termina in una angusta saletta senza finestre. Sembra ci sia un raduno di forze dell’ordine: carabinieri, poliziotti, militari, vigili. Mantengono la calma? No, aspettano il loro turno. Un carabiniere è concentrato, penna in mano, sui numeri. «Che è ‘sto numero superstar? E’ la seconda volta che gioco, con questo jackpot…». Il vigile invece è più esperto. Passa cinque euro all’indaffarato ma sorridente ricevitore e dice: «Solita giocata».

Ma ci sono anche ricevitorie vuote, come quella di via Cavour, di via Alfieri e San Francesco d’Assisi. Sono quelle che espongono il cartello: «No Superenalotto!», dove si gioca soltanto il lotto classico. Chi non reca l’avviso, è costretto a rispondere sempre nello stesso modo: «No, qui no». Maledicendo in silenzio il giorno in cui ha smesso di credere.

Pietro Bellantoni

Ferragosto, il bilancio dei musei torinesi

Mentre milioni di italiani erano in cerca di spiagge assolate e mari cristallini, a Torino migliaia fra turisti e residenti consacravano la giornata di Ferragosto alla cultura e all’arte. Lo dimostrano i dati relativi all’affluenza del pubblico nei musei cittadini e della provincia.

Spiccano le cifre del Museo Egizio, con 7 mila visitatori fra sabato (4 mila) e domenica (3 mila). Il 15 agosto dello scorso anno, si era toccata quota 8 mila, anche per via del biglietto al costo di un euro. Quest’anno il prezzo era fissato a 3.50 euro. In crescita l’affluenza al Museo del Cinema, dal 14 al 16 agosto visitato da più di 6.500 persone. Folta la presenza anche alla Reggia di Venaria, dove fra sabato e domenica i turisti sono stati 5.717, cifre in linea con quelle dello stesso weekend del 2008. Mentre al Castello di Racconigi, solo a Ferragosto sono stati staccati 1.700 biglietti, 3.500 con domenica. E sono salite le visite al Museo della Montagna: 234 nel 2008 contro le 551 di sabato. Il Forte di Exilles riscontra invece una flessione, con 395 ingressi rispetto ai 537 del Ferragosto precedente.

Buoni i numeri in tempi di crisi anche per Palazzo Madama: 4.550 persone, un centinaio in meno rispetto allo stesso periodo del 2008. Al Museo d’arte Orientale, i 1.539 ingressi confermano l’interesse per le collezioni dell’est del mondo. Mentre alla Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea ci sono stati soltanto 410 visitatori, contro i mille del 2008. Un dato che si spiega con la chiusura di alcune collezioni permanenti, dovuta a esigenze di allestimento.

Numeri di poco in flessione per il Museo regionale di Scienze naturali: 1.345 ingressi contro i 1.500 del 2008. Fra sabato e domenica poi, alla Pinacoteca Agnelli ci sono stati 500 turisti; 860 a Palazzo Reale; 300 al Museo della Sindone.

Pietro Bellantoni

I supermarket dicono no alle buste di plastica

«Il modo migliore per far fronte all’emergenza rifiuti è crearne meno sacchetti_plastica_cina_buste_plastica_2possibile». Sulla scia di questa convinzione, Eataly, il centro enogastronomico di alta qualità, ha deciso di bandire definitivamente dai suoi negozi la classica busta in polietilene, optando per quelle più facilmente biodegradabili. Con largo anticipo rispetto alle nuove regole comunitarie, in Piemonte altre catene della grande distribuzione, come Ipercoop e Auchan, hanno introdotto politiche commerciali simili.

Basta andare alla cassa del grande centro Eataly del Lingotto, per rendersi conto del cambio di prospettiva. Qui la domanda di rito, «sacchetto o stoffa», offre al cliente la possibilità di acquistare sporte in cotone, utilizzabili innumerevoli volte. «Negli ultimi 7 mesi del 2009 abbiamo triplicato le vendite – spiegano da Eataly Torino -. Il dato parla di oltre 15 mila borse di stoffa vendute». Rispetto per l’ambiente unito a interessanti prospettive commerciali. Per una borsa di tela «supereconomica», il prezzo è 1.20 euro, per quelle più grandi, corredate dello slogan «Io non uso sacchetti di plastica», si arriva a 7.80 euro. Una nuova sensibilità accompagnata dall’impegno a ridurre il materiale per il packaging. «Puntiamo soprattutto sui prodotti sfusi, come il latte, il vino. E cerchiamo soluzioni anche per l’olio d’oliva. Questo, oltre a ridurre la quantità di rifiuti, incide anche sui costi per i clienti, che non pagano la confezione».

Iniziative simili a quelle introdotte dall’Ipercoop Piemonte, nei cui negozi esiste da tempo la distribuzione di detersivi sfusi. «Fra le altre cose – spiega Francesco Buo, il direttore commerciale – tutti i prodotti che portano il nostro marchio sono imballati con plastica perfettamente riciclabile. Inoltre, ai consumatori la spesa viene insacchettata rigorosamente in sportine degradabili. Dunque, niente polietilene».

Un commercio virtuoso, questo, al quale ha aderito anche Auchan, che dal primo luglio ha sostituito il sacchetto di plastica con delle shopping bag a pagamento riutilizzabili «per la vita». Ma il cliente non sarà costretto a pagare la sporta per la spesa. Auchan infatti offre altre opzioni: la busta biotech riciclabile al 100%, il sacchetto di carta e la ecobox in cartone. «Con questa azione – dice Anna Tuteur, responsabile relazioni esterne di Auchan – miriamo a contrastare la cultura dell’usa e getta. Cerchiamo di educare il cittadino a un uso consapevole dei materiali».

Una necessità improrogabile anche alla luce delle stime del Wwf, secondo cui ogni anno il consumo di buste di plastica in Europa è di 100 miliardi di pezzi, con un conseguente uso di petrolio pari a 700 mila tonnellate. In questo contesto, il Piemonte è per l’Italia un esempio da seguire per quanto riguarda la quantità di consumi ecologici, sostenuti anche da iniziative mirate da parte della Regione.

Pietro Bellantoni

Pragelato e gli assi del salto con gli sci

salto_con_gli_sciUn paio di sci calzati sotto il sole d’agosto, un trampolino in erba e tutte le emozioni di una dura competizione internazionale. Per il terzo anno consecutivo, Pragelato sarà la cornice del Fis Summer Grand Prix, gara del circuito estivo di coppa del mondo di salto. Oggi e domani, la località della Via Lattea ospiterà circa 80 atleti di 19 nazionalità diverse, che con i loro voli acrobatici scateneranno l’entusiasmo e lo stupore del pubblico, atteso numeroso. Il trampolino di gara è quello realizzato per le Olimpiadi del 2006, un gioiello tecnologico progettato in maniera tale da permettere un doppio utilizzo: d’inverno, quando è ricoperto di neve, e d’estate, quando viene rivestito di erba sintetica. Le canaline su cui gli atleti prenderanno velocità per la rincorsa sono fatte di ceramica, bagnata con acqua prima di ogni performance in modo da eliminare al minimo l’attrito degli sci e garantire salti emozionanti come quelli sulla neve. Stasera alle 19 le prime prove, mentre alle 21 inizieranno le qualificazioni. Domani alle 15 ancora prove, poi dalle 16.15 la gara e a seguire la finale. L’ingresso è gratuito. Le qualifiche e le gare saranno inoltre seguite in diretta da Eurosport.

Al Summer Gran Prix non mancherà la nazionale italiana, reduce dalla prima tappa di domenica scorsa a Hinterzarten (Germania), dove il risultato migliore degli uomini guidati da Ivo Pertile è stato il ventesimo posto di Sebastian Colloredo. L’obiettivo dichiarato per gli azzurri è comunque quello di far maturare esperienza a un gruppo relativamente giovane, composto da Andrea Morassi, Diego e Roberto Dellasega e dallo stesso Colloredo. Morassi e Roberto Dellasega sono in ritardo di preparazione (andata a rilento perché i due sciatori hanno dovuto affrontare gli esami per la maturità scolastica), mentre Colloredo è dato in grande spolvero. Tutti e quattro gli atleti gareggeranno nelle competizioni individuali e a squadre, mentre nelle tappe successive troveranno spazio solo i migliori due delle prime gare. Un altro componente del team, Alessio De Crignis, non sarà della sfida, per via di una frattura al polso. Ad accompagnare la squadra ci saranno i tecnici Roberto Cecon, Federico Rigoni e Jakub Jiroutek.

La gara del Summer Grand Prix di Pragelato vale inoltre per il «4 Nations tournament», un torneo interno a quello della coppa del mondo, i cui appuntamenti successivi saranno Courchevel (Francia) il 14 agosto, Einsiedeln (Svizzera) il 16, Zakopane (Polonia) il 22, Hakuba (Giappone) il 29 e Klingenthal (Germania) il 3 ottobre.

Pietro Bellantoni