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A lezione di legalità da Gherardo Colombo

L’ex magistrato si rivolge ai giovani: “Impegnatevi in politica”. (Leggi qui).

Fondi comunitari, dibattito fiacco in consiglio regionale

Maggioranza e opposizione si scambiano accuse, ma sul futuro della Calabria aleggia molta incertezza. (Leggi qui).

Quel Corridoio che esclude il Sud

Prendete una cartina geografica e puntate un pennarello su Helsinki, capitale finlandese; muovete la mano e tracciate una linea verso il basso, che attraversi il centro Europa fino a giungere in Italia. Tenete presente che la direttrice, nella sua applicazione reale, si trasformerà in una serie imponente di infrastrutture: porti, autostrade, scali, alta velocità e strade ferrate. Proseguite a sud, fino a Napoli. Stop, adesso deviate verso Bari, per poi tuffare la linea sull’Adriatico, a disegnare una inedita “autostrada del mare” che, coprendo 450 miglia marine, dovrebbe collegarsi a La Valletta, Malta. Avete appena tracciato il percorso del Corridoio 5 Helsinki-La Valletta, che l’Europa ha preferito al vecchio Corridoio 1 Berlino-Palermo, previsto dalla programmazione in scadenza nel 2013.

In sede di bilancio pluriennale 2014-2020, infatti, la Commissione europea ha deciso quale sarà l’asse principale di collegamento del Continente, tagliando fuori dalle rotte europee Calabria, Basilicata, Sicilia e parte della Campania, compreso il fantomatico ponte sullo Stretto. Inutile parlare degli effetti economici di una simile decisione, che esclude dal progetto le regioni più povere d’Italia, relegando così una parte del Paese a un sempre maggiore isolamento. Senza contare poi che il nuovo Corridoio negherebbe quei principi di coesione territoriale, sociale ed economica su cui si fonda il Trattato Europeo, che nella riduzione delle disparità regionali individua la condizione per la crescita dell’Unione.

Il primo segnale di questa inversione di rotta si verifica il 19 gennaio scorso, quando l’Executive Agency del Ten-T (Trans European Network) stanzia un milione di euro per uno studio sulla “nuova visione del corridoio Adriatico”. Poi il 29 giugno viene pubblicata la bozza sulla rimodulazione della rete, che elimina il Corridoio 1 a favore della direttrice Helsinki-La Valletta.

È stato il governatore siciliano, Raffaele Lombardo, il primo a mobilitarsi contro le scelte dell’Unione, e ad attirare l’attenzione della politica, fino a quel momento colpevolmente distratta. Lombardo ha inviato due lettere al presidente della Commissione europea, sollecitando anche l’impegno del premier Berlusconi e dei parlamentari italiani. Così il 20 settembre, a Bruxelles, le regioni Calabria e Sicilia, insieme al ministero delle Infrastrutture, alle Ferrovie dello Stato e alla società Ponte sullo Stretto, hanno chiesto l’integrazione dell’asse Napoli-Salerno-Gioia Tauro-Reggio Calabria-Messina-Catania-Palermo al percorso verso Malta. L’aspetto singolare della vicenda riguarda però la tempistica: la revisione del Ten-T era nell’aria da tempo, ma evidentemente è stata sottovalutata dal governo italiano che, fuori tempo massimo, adesso tenta di correre ai ripari.

La reazione, da parte del presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, arriva solo il 21 luglio. In una lettera al presidente della Commissione Europea, Josè Manuel Barroso, il governatore esterna le sue preoccupazioni riguardo le modifiche al programma iniziale, sottolineando  gli effetti devastanti per la Calabria e il sud in generale derivanti da queste scelte. La risposta della Commissione arriva il 5 ottobre, con le parole del capo di gabinetto di Barroso, Johannes Laitenberger: “La Calabria sarà oggetto di una particolare attenzione al momento del perfezionamento della rete principale. In tale contesto sono anche presi in considerazione i collegamenti con la Sicilia, l’inclusione dei porti e degli aeroporti siciliani e l’estensione dei corridoi alla Regione Calabria”. Ma il rischio che si tratti di un semplice contentino è reale. In una lettera inviata al commissario ai trasporti dell’Unione, Siim Kallas, il ministro alle infrastrutture Altero Matteoli puntualizza: “Onde evitare equivoci, preciso che il collegamento Napoli-Bari era stato indicato come segmento antenna integrato al Corridoio 1 per consentire un possibile collegamento con il Corridoio 8 (Bari-Durazzo-Varna). Un’inclusione che però non doveva compromettere in alcun modo l’essenzialità e l’organicità del collegamento Berlino-Palermo”. Ma ogni intervento a questo punto potrebbe essere tardivo. Il programma europeo, infatti, sarà ufficializzato il 19 ottobre. Poi il nuovo piano sarà valutato da Consiglio e Parlamento europeo, passando per il Comitato delle regioni.

Inserito nei 30 progetti prioritari dell’Unione Europea, il Corridoio 1 doveva collegare Berlino, Monaco, Verona/Milano, Bologna, Napoli, Reggio Calabria/Gioia Tauro, Messina, Catania e Palermo. Un progetto accantonato, dunque, per favorire un’altra direttrice, che preserva lo sviluppo infrastrutturale ed economico delle regioni del nord ed esclude quello del Mezzogiorno. Nell’anno del centocinquantenario, di certo un bel modo per celebrare l’unità d’Italia.

Pietro Bellantoni

Miss Italia: “Mi impegnerò per la Calabria migliore”

La reginetta di Sinopoli ha incontrato il presidente della Provincia di Reggio Calabria. Raffa: “Rappresenta un modello per i giovani. (Leggi qui).

Il bergamotto per curare l’obesità

Studi recenti mostrano come il tipico agrume della Costa Viola possieda proprietà in grado di abbassare significativamente colesterolo, glicemia e trigliceridi. Le nuove scoperte potrebbero dare impulso a tutto il settore produttivo. (Leggi qui).

Solipsismi

Il titolo è chiaro? No? Sì che lo è. Pensieri intimi, privati. Deliri interni senza sbocco o fuoriuscita, una meta precisa o un fine edificante e morale. Compagni di viaggio critici e preziosi, a volte, però,  poco sopportabili.

Fu un filosofo il cui nome inizia con l’acca il primo a teorizzare il concetto di estraniamento. Con questo termine, il genio tedesco voleva indicare il processo di oggettivazione che si attua allorquando uno scrittore, un pensatore, un bardo o, come in questo caso, un semplice cialtrone delle idee, mettono nero su bianco – trasformandoli in testi – i loro pensieri, le loro riflessioni. Così facendo colui che scrive, detto banalmente, vede fuori di sé se stesso, si rende altro rimanendo uguale.

E’ indubbia l’utilità della scrittura, in tal senso. L’oggettivazione rende possibile un’analisi più efficace dei propri meccanismi psichici, dei propri pensieri, rendendo possibile, se ne è il caso, un distacco ed eventualmente una rigenerazione dell’io. O anche, una semplice purificazione, una liberazione da pesi opprimenti.

Pensate allo uno stomaco di uno stitico. Anche se ci si può affezionare ai propri difetti, arriva un momento in cui diventa ineludibile l’evacuazione. Per il proprio benessere. 

Ora, sia chiaro, l’obiettivo è solo questo.

Già mi vedo il lettore attento e spaccapalle… “Ma se sono questioni personali, perché ce ne metti a parte? Che cazzo ce ne fotte a noi?”

Giusta osservazione, mio caro lettore. Ma devi sapere un paio di cose.

Primo: sono una persona molto disordinata. E allora potrei approfittare dell’archivio di Malanova per poter ritrovare in qualsiasi momento e con semplicità tutte le cazzate che scrivo. Basta? No?

Secondo: è un buon modo per testare – grazie agli inevitabili commenti – quanto certe riflessioni siano aderenti alla realtà e non piuttosto dei vaneggiamenti senza sostanza.

Terzo: mi sono affezionato all’idea di dare il mio piccolissimo contributo alla crescita di questo sito che, grazie all’impegno ammirevole di alcuni amici, da molti anni cerca, molto spesso in chiave ironica, di analizzare e comprendere il divenire (l’involuzione inesorabile?) di questo controverso microcosmo chiamato Scilla.

Quarto: i discorsi di piazza sono sempre complicati. Devi attendere il tuo turno, sovrastare la voce degli altri, dare dignità – per rispetto all’interlocutore – anche alle più mostruose baggianate prodotte forse da un contesto troppo asfittico, limitato. Qui, e mi sia permesso, posso finalmente solo parlare. Quanto a voi, avete la possibilità di usare un’unica micidiale arma: la vaffanculazione spinta.

Per tutte queste stupide ragioni, ho deciso di inaugurare Solipsismi. Una rubrica che forse spesso non supererà l’esame della coerenza e della puntualità ma, mi auguro, proverà sempre a evitare il già detto, il banale, l’ovvio. Non sarà possibile in ogni caso, ma l’impegno viaggia in questa direzione.

 Totì

Stretto e correnti

Pietro Bellantoni