Archivi tag: Comune

Comune Reggio, il terzo settore invoca i pagamenti

Situazione ormai esplosiva. Lo scorso 28 settembre il sindaco Arena aveva garantito il pagamento delle spettanze arretrate, che però non sono mai arrivate. (Leggi qui).

Annunci

Amiat pensa al suo futuro senza Basse di Stura

Per Amiat la discarica di Basse di Stura è un capitolo chiuso. L’azienda si appresta ad approvare un budget senza i ricavi della discarica, il cui futuro si dibatte fra chi vorrebbe chiuderla come da accordi il 31 dicembre e chi chiede una proroga di altri sei mesi, nei quali sfruttare i 200 mila metri cubi di spazio che mancano al suo esaurimento. “Il bilancio di un’azienda si può fare solo con le certezze, e la certezza per ora è che Basse di Stura chiuderà”, è il commento di Maurizio Magnabosco, amministratore delegato di Amiat.

Restano dubbi, tuttavia, su come l’ex municipalizzata riuscirà a compensare i mancati introiti della discarica, al momento la più importante fonte di ricavi. Sul tavolo del Comune ci sono diverse soluzioni, una delle quali prevede di far confluire Amiat all’interno della Sap, la società acque potabili, ipotesi questa che piace molto al sindaco Sergio Chiamparino. L’alternativa sarebbe la costituzione di un consorzio o la partecipazione di investitori privati. Si auspica una decisione già a settembre, perchè posticipare ancora secondo la dirigenza Amiat sarebbe un disastro. “L’importante – ribadisce Magnabosco – è dare ad Amiat un futuro come azienda che produce ricavi”.

Pietro Bellantoni

La raccolta differenziata non piace ai torinesi

La raccolta differenziata non è ancora entrata nelle abitudini dei torinesi. Anzi. Uno studio commissionato dall’Amiat parla di 18 residenti su 100 continuano a non separare i rifiuti. L’indagine – condotta su un campione di 1.021 persone – evidenzia in modo chiaro come una parte significativa della popolazione non sia convinta della necessità della differenziata e indica, fra i più negligenti, i residenti di Crocetta, Lingotto, Borgata Aurora, Mirafiori Sud e del centro. Quartieri dove si riscontra una ostinata resistenza a qualsiasi tipo di sollecitazione a una gestione del ciclo dei rifiuti più consapevole.

Il confronto con i dati 2007, però, dimostra che complessivamente la sensibilità ambientale dei torinesi è aumentata, con un maggior interesse verso la pulizia delle aree verdi e il riconoscimento dell’importanza della raccolta porta a porta. In particolar modo, viene riconosciuta ad Amiat una grande efficienza soprattutto per quel che riguarda la raccolta differenziata, la pulizia dei marciapiedi e la capacità comunicativa.

Segnali positivi dunque per l’ex municipalizzata, che proprio a settembre dovrebbe dare il via all’installazione di nuovi cassonetti, a partire dal quartiere Crocetta. I nuovi contenitori avranno una forma a proiettile e non potranno essere bloccati dalle auto, circostanza che attualmente non permette lo svuotamento dei bidoni.

La fiducia nei confronti di Amiat, da quanto emerge dalla ricerca, è tale che se l’azienda dovesse quotarsi in borsa, un torinese su due considererebbe l’acquisto delle sue azioni un buon investimento. A ciò si deve aggiungere anche il modo in cui gli operatori Amiat vengono percepiti dalla gente. Per i più, si tratta di presenze rassicuranti, utili, e i giudizi positivi aumentano man mano che lo studio si sposta verso il centro, dove gli addetti Amiat hanno più contatti con i residenti.

«Abbiamo deciso di fare un’indagine per capire cosa i cittadini sanno di noi – spiegano all’Amiat -. Alla fine è emersa chiara una maggiore consapevolezza dei cittadini riguardo alle tematiche ambientali e un sincero apprezzamento verso l’opera di educazione che l’azienda ha intrapreso nelle scuole».

Pietro Bellantoni

Pubblicato da Repubblica Torino

Niente multe, solo sei vigili in piazza Vittorio

Ti aspetti una rivoluzione e invece è tutto come prima. La solita coda lunghissima di auto circonda le vie attorno a piazza Vittorio. Nella notte fra venerdì e sabato, i posti auto sono esauriti già alle 22, compresi quelli riservati ai residenti. Le nuove regole che puntano a limitare la sosta selvaggia non hanno dissuaso nessuno.

Il popolo della movida torinese è sempre lì, davanti alle entrate dei locali e attorno alle panchine. Piazza Vittorio a mezzanotte è il solito parcheggio abusivo, le auto parcheggiate in violazione di qualsiasi divieto: nei posti riservati ai disabili, davanti ai cassonetti, in mezzo alle carreggiate.

Due vigili, gli unici della piazza, presidiano l’entrata dei Murazzi. Funzionano i nuovi divieti? «Diciamo che è una norma sperimentale». Esitano, non possono dire tutto quello che vorrebbero. Poi, però: «La verità è che abbiamo paura. Questa zona è piena di teste calde, venticinquenni dopati e con troppo alcol in corpo». Secondo loro le nuove regole hanno poche chance di essere applicate: «Siamo pochissimi. In questo momento solo in sei in tutta la zona. Anche volendo, non sapremmo da dove iniziare. E poi non abbiamo avuto disposizioni diverse rispetto ai giorni scorsi».

Tutt’intorno sciama il popolo della notte torinese, allegro, rumoroso, a volte molesto. «Molti problemi sono irrisolvibili – prosegue il vigile -. L’entrata del parcheggio sotterraneo è accessibile soltanto dalla piazza. Così tutti quelli che la attraversano possono giustificarsi dicendo che si stanno dirigendo al parcheggio». Questo per le auto in transito, ma per quelle in sosta? «Abbiamo avuto ordine di stare qui e qui stiamo».

E’ anche la notte d’esordio dei vespasiani mobili: sono due, grigi e simili a opere d’arte contemporanea. L’Amiat li ha installati dietro le arcate di via della Rocca e via Giulia di Barolo. Non sono in vista e non c’è neanche un cartello a segnalarne la presenza. Quello in via della Rocca è stato sistemato accanto a due bidoni di immondizia stracolmi. Molti si schifano e altri lo superano senza neanche vederlo. Chi se ne accorge, lo indica ridendo. Forse serve un po’ di tempo per abituarsi all’idea. Infatti un gruppo di ragazzi visibilmente alticci cerca un angolo buio dove espletare gli impellenti bisogni. Il risultato è che durante tutta la notte sono in pochi ad usarli. «Davvero sono dei vespasiani? Che forma strana hanno…». Carlo è sorpreso, ma visibilmente contento dell’iniziativa: «E’ una grande idea, almeno finirà quello schifo che c’era prima». Altri, come Giovanni, ne criticano l’aspetto ma non l’utilità: «Mi sembra che la forma richiami troppo l’atto, che è pur sempre un momento privato. Però è una buona iniziativa, meglio che farla negli angoli come si faceva prima».

Pietro Bellantoni

La movida torinese ignora tutti i divieti

E’ un flop la prima serata con le nuove regole in piazza Vittorio. Nonostante il divieto di sosta per i non residenti, continua il parcheggio selvaggio. Di vigili in giro non c’è traccia. Almeno fino alle 21, neanche uno a far rispettare le nuove norme. Mentre sotto le arcate dei portici di via della Rocca e Giulia di Barolo vengono installati i primi vespasiani mobili, ultima soluzione escogitata per porre fine al degrado della zona. Le auto sono parcheggiate ovunque, incolonnate in aree vietate, davanti a passi carrabili, sulle strisce gialle riservate ai disabili. Il centro carreggiata di via Bava è una fila lunghissima di macchine. Le strisce blu sono quasi tutte occupate, ma a ben guardare quelli che in base alle nuove regole potrebbero parcheggiare sono meno del 50%. Tutti gli altri o non espongono alcun contrassegno sul parabrezza o ne hanno uno valido per un’altra zona. 

Il primo giorno nella nuova era della movida torinese sembra che nulla sia cambiato. Tutto continua come prima. Malgrado questo, i commercianti sfogano tutta la loro rabbia per un provvedimento che, se fatto rispettare, rischia di far diminuire sensibilmente i loro affari. Come Paolo Stoppa, titolare di una pizzeria in via Plana: “E’ un divieto stupido, che non fa altro che allontanare i clienti da locali come il mio, frequentato soprattutto da famiglie. L’avessero messo dalle 22, avrei anche potuto capire. Ma dalle 19.30, che senso ha? Hanno preferito sparare sul mucchio e penalizzare tutti”. La pensa allo stesso modo Giuseppe, gestore di Hobelix, un lounge bar di piazza Vittorio: “Ogni commerciante subirà un calo drastico di clienti. Così stanno facendo tornare questa zona a quello che era prima”.

C’è anche chi parcheggia tranquillo nei posti liberi, perchè del tutto ignaro dei nuovi regolamenti. Luca: “Davvero c’è il divieto? E quando l’hanno deciso?”. Almeno lui si attiene al divieto di sosta, salta in macchina e inizia a fare il periplo della piazza. La stessa cosa che fa poco dopo una coppia molto chic a bordo di una Bmw di grossa cilindrata: “Ma che razza di città è questa? Ora dove la devo mettere ‘sta macchina?”.

Ci sono anche alcuni commercianti che, malgrado non considerino il divieto una mossa giusta, ammettono che comunque qualcosa si doveva fare: “Il problema c’è. I ragazzi che vengono qui nei weekend devastano tutto – dice Maurizio, proprietario di una caffetteria -. Ma non si risolve nulla così, ci vuole qualcosa in più. Ad agosto poi, quando tutti sono in ferie, non ci sono controlli e tutto continuerà come prima”. Qualcuno ipotizza anche dei pericoli per gli stessi vigili, costretti, loro malgrado, a far rispettare le nuove disposizioni comunali: “Questi poveretti avranno a che fare con tutte le teste calde che si aggirano da queste parti – commenta Salvatore Giuffrida davanti alla sua pizzeria -. Come faranno a fare le multe? E poi, perchè i residenti devono avere queste forme di prelazione? Solo perchè pagano 40 euro all’anno? Le leggi giuste c’erano già, bastava semplicemente farle rispettare”.

Man mano che la serata va avanti, il parcheggio sotterraneo di piazza Vittorio si riempie sempre più, così come il fiume di auto, che continua senza sosta la sua marcia intorno alla piazza.

Pietro Bellantoni

Su Facebook la rivolta della movida

Parte stasera la sosta riservata ai soli residenti nella zona di piazza Vittorio e già sul web divampano le proteste. Su Facebook è nato il gruppo “Tutti insieme contro piazza Vittorio riservata ai residenti!”, 2.146 persone iscritte in una sola settimana. E il numero aumenta di ora in ora. Al centro delle polemiche c’è la delibera comunale che vieta il parcheggio ai non residenti tutti i venerdì, sabato e domenica, dalle 19.30 alle 8 del mattino.

La decisione nasce dalla necessità di trovare una soluzione all’assalto della movida che ogni fine settimana si riversa in piazza Vittorio. E soprattutto per placare l’esasperazione e le continue lamentele dei residenti dell’area. La nuova normativa fa il paio con l’installazione di vespasiani mobili di ultima generazione, al fine di limitare il degrado urbano provocato dal popolo della notte. Lo stesso popolo che ora su internet fa sentire la sua voce, spesso sopra le righe. Come lo sfogo di Filippo contro i residenti: «Abitano in pieno centro, sono pieni di soldi e rompono pure? Si comprassero un box». Ma c’è anche chi contesta il sindaco, accusato di essere il principale responsabile di questo piano anti-movida: «Chiamparino è un distruttore – dice Stefano, un altro iscritto -, ha già venduto molte aziende di Torino, figuriamoci se non distrugge anche piazza Vittorio».

La paura condivisa da quasi tutti gli utenti è che il luogo notturno più frequentato della città diventi off limits a causa di questa decisione. Federico: «Invece di incentivare la vita notturna di una città che vuole fare del turismo la sua vocazione, si preferisce vietare di raggiungere piazza Vittorio la sera. Il turismo non è fatto solo di musei». Oltre ai delusi, non sono pochi quelli che cercano delle soluzioni alternative: «Se dessero un servizio di autobus notturni gratuito sarebbe un’idea decente – propone Francesca -. Quanto meno ci diano un passaggio dai parcheggi fuori dal centro fino in piazza Vittorio».

Secondo Umberto Del Noce, fondatore del gruppo su Facebook, «il problema del parcheggio selvaggio esiste, ma non è questo il modo di risolverlo. Bisognerebbe adeguare le strutture al flusso dei veicoli che da anni interessa la zona. O il Comune ha il coraggio di rendere tutta le aree che hanno lo stesso problema zona pedonale o per un criterio di uguaglianza e giustizia la sosta deve essere garantita a tutti, anche ai non residenti».

Anche all’interno del social network, però, non mancano i dissidenti, quelli che credono che la nuova disposizione comunale risolva un problema troppo a lungo ignorato. Come Ettore, che liquida la questione con sagacia: «Se volete parcheggiare per forza in piazza Vittorio, perché non ci andate ad abitare? Sarebbe una soluzione».

Pietro Bellantoni